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Percorso progettuale
L’intervento si caratterizza per l’integrazione alle azioni di formazione di diverse altre azioni propedeutiche e di supporto, (sensibilizzazione e informazione, analisi e ricerca, orientamento e prevenzione, consulenza e attivazione per il contrasto alla pedofilia on line) e per il coinvolgimento di più soggetti, pubblici e privati, interessati alla tematica, che compartecipano alla realizzazione e alla buona riuscita del progetto.
La strategia progettuale articola le azioni su di una architettura che prevede lo sviluppo di cinque macroattività o fasi propedeutiche, nell’ambito delle quali sono previsti, anche in relazione agli specifici Work Package (W.P.), dei risultati concreti che concorrano al conseguimento dell’obiettivo generale di progetto.
FASE 1 – Preparazione del territorio: creazione della rete. Azioni di networking.
La fase 1 è da intendersi propedeutica a tutto l’iter progettuale, in quanto predispone e definisce le tappe imprescindibili per il conseguimento degli obiettivi di MISSIONE ARCOBALENO. Verrà istituito un partenariato tematico e territoriale che, attraverso la sottoscrizione di protocolli d’intesa, patti e accordi per il contrasto alla pedofilia e all’abuso, costituirà una rete di supporto al progetto. Il partenariato sarà costituito dalle principali istituzioni e parti sociali interessate alla tematica progettuale, al problema e alle relative soluzioni da avviare, per consentire la creazione di una sorta di "sistema di vasi comunicanti", in grado di permettere agli attori coinvolti di interagire, scambiare, creare azioni congiunte, atte ad aggredire in modo sistemico il fenomeno.
FASE 2 – Analisi quali-quantitativa del fabbisogno territoriale
La finalità che si intende perseguire con la realizzazione della fase 2 di progetto è quella di analizzare e definire il fabbisogno territoriale in riferimento sia alle azioni di prevenzione sia al trattamento del fenomeno, tenendo conto di entrambi i livelli di azione dello stesso: territoriale e on line.
Attraverso un’indagine sugli attori del fenomeno, si procederà alla rilevazione delle caratteristiche degli stessi e dei loro bisogni formativi e organizzativi inerenti al personale operante. Ciò si farà rilevando e mettendo in evidenza le opportunità per le azioni positive e gli ostacoli che queste potranno incontrare nelle azioni di contrasto.
Si delineerà un quadro chiaro dell'esistente in termini di normative, procedure attivate, fabbisogni formativi, elementi di forza e di debolezza delle attuali procedure.
FASE 3 – Progettazione: strategia di intervento
L'obiettivo di questa fase è costituito dall’ideazione e dalla definizione del programma di attuazione della lotta al fenomeno intesa come frutto di un’azione condivisa e concertata tra gli attori chiave del territorio, e in grado anche di interpretare e soddisfare il fabbisogno e le esigenze di intervento sul fronte della lotta all'abuso sui minori. È opportuno sottolineare che la definizione del piano, come quadro di riferimento unitario dell'azione di contrasto e delle priorità strategiche di attuazione degli interventi, consentirà di trasferire delle buone prassi sperimentate e sviluppare nel tempo una progettualità concertata e condivisa dagli attori territoriali e di conseguenza pertanto l'accesso ai successivi finanziamenti regionali, nazionali e comunitari per il reperimento delle risorse necessarie all'attuazione di una politica locale di contrasto e di lotta alla pedofilia.
FASE 4 – Azione sui soggetti
Gli obiettivi e le attività di questa fase concernono l'integrazione e l'aggiornamento delle competenze delle figure chiave del sistema territoriale di intervento.
Pertanto la formazione si attiverà seguendo tre filoni di intervento:
- Formazione istituzionale;
- Formazione scientifica;
- Formazione per i servizi.
Questi tre filoni ripercorrono i tre canali principali di intervento per il contrasto e tendono a fornire maggiori competenze alle figure che di fatto metteranno in atto il modello territoriale di intervento e contrasto al fenomeno.
FASE 5 – Sperimentazione e azioni pilota
Obiettivo della Fase 5 è quello di verificare e valutare l'effettivo funzionamento del sistema attraverso il feed-back del territorio, rispetto alle azioni intraprese per garantire la funzionalità degli strumenti di attuazione previsti in seno al Centro Territoriale Antipedofilia. In questa fase si prevede pertanto di delineare e potenziare le principali attività di contrasto al fenomeno, che verranno svolte dal Centro e dalle "cellule" dislocate in posizioni strategiche su tutto il territorio provinciale:
- L'ascolto del fenomeno attraverso il numero verde e il successivo trattamento;
- I servizi di studio, analisi e consulenza;
- Il monitoraggio della rete attraverso l'istant cleaning;
- I servizi on line attraverso il portale Hot Line;
- La consulenza pediatrica;
- La formazione specialistica.
I DESTINATARI
A. I sistemi
Il sistema locale di intervento e di protezione sociale e il settore di riferimento sono individuati tra i destinatari dell'intervento. Tale coinvolgimento deriva dalla costruzione della rete locale di supporto all'iniziativa e dalla sua partecipazione attiva a tutte le fasi progettuali. Inoltre si prevede in fase esecutiva, di coinvolgere direttamente le "istituzioni vicine" al trattamento del fenomeno. L'azione di coinvolgimento, che prevede una presenza allargata di tutti gli attori chiave del sistema locale, si concretizzerà attraverso la concertazione territoriale e la stesura di documenti (protocolli, patti sociali, accordi, etc) all'uopo redatti.
B. Gli operatori
La presenza prevista nella rete delle istituzioni, delle parti sociali e di tutte le strutture pubbliche e private operanti nell'ambito del problema, garantisce un coinvolgimento diretto degli operatori sia sotto forma di beneficiari sia in veste di diretti attori nella realizzazione delle azioni progettuali. La previsione di un coinvolgimento delle "istituzioni vicine" al trattamento del fenomeno mira, inoltre, a garantire la trasferibilità e la capitalizzazione delle buone prassi sperimentate in seno all'iniziativa proposta.
C. I soggetti
I soggetti verranno direttamente coinvolti nell'azione di progetto. Il target infatti è costituito sia da soggetti operanti a livello istituzionale, sia da operatori e professionisti del settore sanitario, sia da disoccupati (futuri Operatori Territoriali Antipedofilia - Personale OTAP) sia, infine, da soggetti che gravitano nell'orbita del fenomeno. In tutti i casi, soprattutto in relazione alla fase di analisi prevista, tali soggetti saranno coinvolti direttamente e intervistati, per poi fruire dei piani di formazione e/o riqualificazione specificatamente previsti. È opportuno rilevare che verrà dato spazio all'approccio di genere e che una particolare attenzione riguarderà inoltre i soggetti svantaggiati.
