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Progetto promosso da Telefono Arcobaleno

IL FONDO SOCIALE EUROPEO
E LA MISURA 3.21 (ex 6.08)
del P.O.R. sicilia
2000-2006

Il progetto MISSIONE ARCOBALENO - dal “Piano Nazionale Antipedofilia” al “Sistema Territoriale di Intervento”, elaborato e presentato da Telefono Arcobaleno, è stato finanziato nell’ambito dell’ Asse III - Risorse Umane del P.O.R. SICILIA 2000-2006, Misura 3.21 (ex 6.08) “Iniziative per la legalità e la sicurezza”. 

Il Fondo Sociale Europeo, istituito dal Trattato di Roma del ’57, viene definito, dal nuovo Regolamento n.1784/99, come lo strumento finanziario che "fornisce il proprio sostegno a misure volte a prevenire e a combattere la disoccupazione nonché a sviluppare le risorse umane e l'integrazione sociale nel mercato del lavoro, al fine di promuovere un livello elevato di occupazione, la parità fra uomini e donne, uno sviluppo sociale duraturo e la coesione economica e sociale."Il  FSE ha garantito alle Regioni la possibilità di sperimentare, all’interno di una cornice di pianificazione di strumenti e di risorse finanziarie, le soluzioni di innovazione nell’ambito delle politiche attive per il lavoro, sviluppando un approccio caratterizzato da forte integrazione e flessibilità, anche con il sistema dell’istruzione e della formazione professionale.Il FSE appare dunque come uno degli strumenti di sostegno della strategia europea per l’occupazione e concentra i suoi interventi sull’adeguamento e sull’ammodernamento delle politiche occupazionali nonché sull’integrazione sociale nel mercato del lavoro. Il FSE opera allo scopo di rafforzare gli interventi a favore delle regioni che registrano ritardo di sviluppo (Obiettivo 1), delle regioni interessate dal declino industriale (Obiettivo 2), e allo scopo di potenziare le azioni a favore dei non occupati (Obiettivo 3) e degli occupati (Obiettivo 4) e infine interviene sulle regioni marginali perché ancora caratterizzate da un’economia prevalentemente rurale (Obiettivo 5b).In particolare nella regione Sicilia (Ob1) il FSE sostiene azioni finalizzate a:

  1. favorire la stabilità dell'occupazione e sostenerne la crescita, in particolare attraverso la formazione continua, le attività di orientamento e di consiglio rivolte ai lavoratori e alle lavoratrici, specialmente quelli delle piccole e medie imprese e quelli minacciati dalla disoccupazione, nonché alle persone che hanno perduto il posto di lavoro; ciò, anche attraverso il contributo allo sviluppo di sistemi adeguati di formazione, ivi compresa quella dei formatori, e il miglioramento dei servizi dell'occupazione;  
  2. rafforzare il potenziale umano in materia di ricerca, di scienza e di tecnologia, in particolare attraverso la formazione del terzo ciclo e la formazione di gestori e tecnici degli istituti di ricerca;  
  3. rafforzare e migliorare i sistemi di insegnamento e di formazione, in particolare tramite la formazione degli insegnanti, dei formatori o delle formatrici e del personale amministrativo, attraverso l'agevolazione dei collegamenti fra i centri di formazione o gli istituti di istruzione superiore e le imprese, nonché attraverso il finanziamento della formazione fornita dai sistemi nazionali d'istruzione secondaria, o equivalenti, e di istruzione superiore, una formazione che abbia evidenti collegamenti con il mercato del lavoro, le nuove tecnologie e/o lo sviluppo economico;  
  4. contribuire allo sviluppo attraverso la formazione di funzionari quando ciò risulti necessario per l'adeguamento strutturale. Il FSE individua, per ciascun obiettivo, i soggetti ai quali intende rivolgere la propria attenzione ovvero ai disoccupati, occupati, imprenditori, giovani e adulti, donne, fasce deboli della società; tali soggetti sono distinti sulla base della posizione lavorativa, e su quella dei processi di mobilità e di integrazione sociale. La programmazione, cioè il modo in cui le risorse dei Fondi strutturali (FSE) vengono pianificate e assegnate agli Stati membri per un determinato periodo, consta di tre documenti: il Piano, il Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) e i Programmi Operativi (che possono essere anche presentati in un unico documento: Documento unico di programmazione).